Le Mie Escursioni in Appennino Parlando con Uomini e Montagne
Monte Elefante, ultimo canalino parete nord
Scritto da Giorgio CarrozziniEscursione esplorativa sui Monti della Laga
Scritto da Giorgio Carrozzini
Parrebbe che se non c'è vetta allora non riesci a scrivere una relazione... è una follia. Rimango bloccato per giorni senza riuscire a scrivere una riga come se non ci fosse stato un senso all'escursione che ho fatto eppure... eppure... di cose che ho pensato, di cose che ci siamo detti ce ne sono centinaia.
Poi all'improvviso la relazione viene fuori, fluida come sempre sulla scia duna digitazione veloce ed immediata.
La meta era quella di salire a Cima Lepri da Voceto. L'inverno enigmatico ci sta regalando una giornata dopo l'altra di bel tempo.Il "rischio" e il "pericolo" in montagna...
Scritto da Giorgio CarrozziniNon posso fare a meno che inseguire le questioni di senso. La mia ricerca, quella iniziata nel lontano 2004 continua imperterrita lanciando lo sguardo là dove l'uomo di tutti i giorni non osa guardare, là dove io stesso stento a guardare. Eppure il mio sguardo impudico m'impone di far luce su quei temi che luce non hanno.
Smettiamola di usare eufemismi, siamo sinceri. Il rischio in montagna può significare “morte” o “paralisi” o “sedia a rotelle” oppure caduta con lesioni di vario tipo... in buona sostanza, in montagna se cadi e ti va bene allora ti sei procurato qualche brutta frattura.
Terminillo per la Chiaretti-Pietrostefani
Scritto da Giorgio Carrozzini
Quando la generosità si accompagna all'umiltà, quando pensiero e riflessione sono un tutt'uno con la capacità del “fare” allora il compagno che ti conduce in montagna ti darà più di quanto tu puoi dare a lui.
Massimo non si vanta affatto delle sue passate esperienze, te le racconta come se fosse la cosa più normale del mondo, anzi è il naturale frutto della sua passione per la montagna.
Monte Murolungo: il senso di una promessa
Scritto da Giorgio Carrozzini
Potevo rispondergli di organizzarsi con la sua compagna o di aspettare ancora, e procrastinare ancora, cincischiare con impegni improrogabili, rilanciando che prima o poi ci saremmo andati.
Sono promesse che non si mantengono, siamo tutti consapevoli che quando rimanda troppe volte probabilmente non ci si andrà più...
La mia fantasia vola subito alle escursioni invernali quando il territorio e l'ambiente assumono un aspetto completamente diverso. Immagino le luci e i contrasti della montagna innevata, delle balze rocciose ricoperte di neve.
Sono letteralmente folgorato dal panorama che si gode al Monte Crepacuore e già sogno di tornarci in un'escursione invernale. Quello che mi entusiasma è l'idea che si possa raggiungere un luogo così interessante con non molto impegno fisico.
Monte Cava per la "via dei Boliviani"...
Scritto da Giorgio Carrozzini
Quando si dice che è stata proprio una giornata fortunata.... La premessa come sempre è il sole, specie in autunno quanto il freddo è già pungente e le giornate sono corte.
E' essenziale avere una mano calda sulle spalle ad accompagnarti...
Gli ingredienti per un'ottima escursione sono pochi: un buon paesaggio e una montagna da scoprire ma sopra tutto l'ottima compagnia...
Treversata del Monte Porrara dalla Stazione di Palena a Guado di Coccia
Scritto da Giorgio Carrozzini
Siamo opachi, non trasparenti come il vetro o limpidi come l'acqua d'un bicchiere... siamo opachi, come un vetro smerigliato di sfaccettature multicolori.
Uomini e donne portano a spasso queste cattedrali di vetri colorati lungo le strade vere e metaforiche di questo mondo, sulle grandi autostrade del tempo, lungo le vie lastricate di buone intenzioni.
In questo articolo non si parlerà di percorso, non abbiamo preparato alcuna scheda tecnica, il percorso non è aperto tutti i giorni a tutti gli escursionisti e forse questo è un bene e così vorremmo che rimanesse la cosa.
A prescindere dal risultato di essere riusciti a salire sulla cima del Balzo della Chiesa in questo articolo coglierò l'occasione di parlare di alcune persone che hanno creato e portato avanti questa bellissima giornata.
Bisogna dire che proprio sotto il profilo estetico il Monte Greco è una cima che in estate si delinea in modo decisamente anonimo. Quasi perso fra le infinite gobbe degli altipiani delle Gravare s appare essere una cima priva di carattere.
Forse più interessante il suo aspetto durante l'inverno quando la copertura nevosa aiuta a delineare il suo morbido profilo. Sicuramente il suo versante più esteticamente più interessante è quello nord orientale dove le sue coste rocciose cadono a picco verso il sottostante piano di Antone Rotondo.
