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Inquadramento floristico...
Le specie forestali caratteristiche della fascia subalpina sono il pino cembro ed il pino uncinato (più raro), il larice e l’abete rosso.
I boschi tipici di questa fascia di vegetazione hanno come limite superiore il limite della vegetazione arborea. Una caratterizzazione climatica risulta particolarmente difficile poiché il clima e l’ampiezza altitudinale della fascia alpina variano a seconda della posizione e della esposizione delle singole catene montuose.
Il bosco ha l’aspetto tipico della taiga, con il sottobosco costituito da boscaglie, arbusti, frutici di brughiera e specie erbacee che ne completano la fisionomia.
Le specie della fascia subalpina si trovano a vivere in condizioni climatiche ed edafiche molto difficili:
- la stagione vegetativa è più breve, imponendo così ritmi di accrescimento più veloci;
- maggiore frequenza di gelate e sbalzi termici fuori stagione, con conseguenti danni ai germogli e ai coni in sviluppo, con conseguente minore capacità di propagazione per seme;
- maggiore esposizione ai venti di quota, con conseguente aumento della traspirazione. Inoltre sul limite della vegetazione arborea, il vento carico di particelle di neve ha un effetto smerigliatore sulle piante;
- la copertura nevosa attenua l’esposizione al gelo, ma se perdura per periodi prolungati riduce il periodo vegetativo e aumenta l’insorgere di malattie fungine;
- il congelamento del terreno oltre a contribuire a ridurre il periodo vegetativo, può determinare scompensi idrici noti come “aridità fisiologica” nei giorni di fine inverno. Quando, cioè, l’aria si scalda e la pianta si risveglia dal riposo vegetativo, ma le radici immerse in un terreno ancora ghiacciato non riescono ad assorbire acqua, entrando così in sofferenza;
- le precipitazioni variano molto in funzione dell’esposizione delle catene montuose: generalmente si ha maggiore piovosità ai margini del sistema alpino, mentre si ha un clima più arido e continentale all’interno del sistema;
- le condizioni del terreno, in particolare sui versanti risultano particolarmente difficili: pendenze elevate, movimenti di terra, maggiore erosione dovuta ai venti e all’azione dell’acqua sui terreni e nelle rocce per congelamento e scongelamento, ecc.
Le difficili condizioni di vita si evidenziano anche dalla semplice osservazione delle piante. Infatti le piante, all’aumentare dell’altitudine raggiungono altezze via via inferiori al normale. In particolare, negli ultimi 200 m dal limite della vegetazione arborea, la riduzione che prima si presenta più graduale (circa 1 m ogni 100 m di quota) si riduce più bruscamente (4-5m ogni 100 m di quota).
Bibliografia:
Bernetti G., 1995, Selvicoltura Speciale, Utet – Torino
Pignatti S., 1998, I Boschi d’Italia, Utet –Torino
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