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Centaurea montana L.
CLASSIFICAZIONE SISTEMATICA
Famiglia: Asteracee (o Compositae)
Sottofamiglia: TubuliferaeGenere: Centaurea
AREALE
Il fiordaliso di montagna è una pianta diffusa in gran parte delle aree montane d’Europa, in Italia è presente, ma rara, nell’arco alpino e nell’Appennino centrale (gli esemplari nelle foto sono stati fotografati sui Monti della Laga). E’ praticamente assente nelle regioni meridionali e nelle isole.
HABITAT
Cresce su terreni aridi, belle praterie d’altura, nelle radure e nei boschi da 300 a 1.900 m.
MORFOLOGIA
Pianta perenne, spesso rizomatosa, di aspetto erbaceo. Nell’area in cui vive ha un comportamento coprente rispetto a terreno. Presenta fusti eretti , robusti, alati, semplici o poco ramificati, scarsamente pubescenti, alta dai 50 ai 70 cm.
FOGLIE
Foglie lunghe 9-13 cm, sono alterne, ovali, lanceolate, lineari e acute all’apice, lungamente
decorrenti direttamente dal fusto, quelle superiori sono spesso più lunghe dei capolini, coperte, in particolare quelle giovani, da peli bianchi che ne rendono l’aspetto leggermente tormentoso e fioccoso.
FIORI
I fiori sono raggianti con lacinie lineari di colore vivacemente azzurri. La parte interna del fiore è di colore porporino.
FRUTTI
Il frutti sono acheni sormontati da un lungo pappo.
CURIOSITA’
Del genere Centaure se ne conoscono circa 500 specie che possono essere annuali, biennali, e perenni. La specie più famosa è “il fiordaliso comune” Centaurea cyanus L., che a causa dell’uso indiscriminato dei diserbanti , oggi rischia l’estinzione dai nostri ambienti.Il nome del genere deriva dal greco e significa “erba del centauro”. La leggenda che vuole il centauro Chitone ferito per errore da Ercole con una freccia intrisa con il sangue dell’Idra, essendo colto e profondo conoscitore delle erbe si medicò con un impacco di Centaurea Nel linguaggio dei fiori il fiordaliso significa dolcezza.
USO
Non possiede particolari usi medici a parte la sua generica capacità febbrifuga. L’uso principale che se ne può fare è quello di utilizzare questa pianta negli infusi, per aromatizzare il vino caldo, per la preparazione di digestivi ed aperitivi. Grazie alle sue proprietà amare stimola pienamente l’appetito.
Bibliografia:
Guida Botanica d’Italia – Eugenio Baroni – Ed. Cappelli
Fiori di Montagna – Maria Teresa Della Beffa – DeAgostini
Fotografie di Giorgio Carrozzini e Doriano Rasicci
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