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Digitale o analogica?
Il tema della montagna nel mondo della fotografia sia in ambito professionale che amatoriale è uno dei temi più ricorrenti. Chi ama la montagna sa quanto possa essere forte il desiderio di fermare in un singolo fotogramma quelle sensazioni di immensità che solo il panorama montano può dare.
Chi è stato in montagna sa bene quanto la fotografia dei paesaggi montani non sia cosa semplice.
É facile farsi sfuggire la magia ed il senso di una certa inquadratura.
La fotografia digitale di cui ormai facciamo larghissimo uso ci viene spesso in aiuto grazie alla possibilità di scattare una quantità inverosimile di fotografie, ma fra le tante che scattiamo con tali apparecchiature sono certamente poche quelle veramente ben riuscite. Per questo siamo consapevoli che quelle foto “così belle” non sono il frutto della nostra bravura, ahimè, ma solo il risultato di una buona dose di fortuna.
Il desiderio di realizzare correttamente una fotografia può nascere in quei momenti in cui ci si apre di fronte un paesaggio irripetibile, o nel momento di un’ascensione difficile, mentre percorriamo un pendio sul quale difficilmente ritorneremo in futuro, oppure ci troviamo di fronte ad una combinazione di elementi del paesaggio - nuvole, montagne, colori, luci e riflessi – che ci trasmette un’emozione indescrivibile che vorremmo fissare indelebilmente in un’immagine.
E' un peccato farsi sfuggire delle occasioni per la fretta o più banalmente perché ci siamo affidati solo ad una fotocamera digitale. Non sempre possiamo lasciare che il risultato sia rimesso alla sorte dello scatto digitale, giacché non sempre le apparecchiature elettroniche possono rispondere alle nostre necessità creative: Va detto anche che certe tecnologie possono non sempre funzionare correttamente in condizioni di temperature estreme.
Vogliamo partire dal presupposto che il problema centrale, per l’escursionista e maggiormente per l’alpinista, sia quello di scegliere l’apparecchiatura più adeguata riuscendo a trovare il giusto compromesso fra i vari problemi di funzionalità, ingombro e peso.
Questi problemi erano determinanti negli anni di Guido Rey, quando si era ancora agli albori della tecnologia fotografica e lo sono stati probabilmente fino all’avvento delle apparecchiature fotografiche compatte. Tuttavia ancora oggi non possiamo considerarli completamente risolti dalla commercializzazione delle più avanzatissime fotocamere digitali.
Attualmente abbiamo la possibilità di fare la scelta fra quattro possibili soluzioni, ognuna più adeguata a certe situazioni piuttosto che ad altre. Ognuna con i suoi pregi e difetti.
Tipologie di Apparecchiature Fotografiche:
- Fotocamera Reflex analogica;
- Fotocamera compatta analogica;
- Fotocamera Reflex digitale;
- Fotocamera compatta digitale.
Le apparecchiature analogiche quando provviste dei sistemi di controllo manuale possono funzionare praticamente in qualsiasi condizioni climatica per questo risultano adattissime alla fotografia d’alta quota, là dove invece le apparecchiature elettroniche falliscono miseramente.
Quando l’alpinista necessita di ridurre al massimo il peso nello zaino, quando il problema dell’ingombro è determinate ai fini dell’agilità in parete, dotarsi di una fotocamera compatta sia essa digitale che analogica è probabilmente la scelta migliore.
Viceversa per l’escursionista impegnato su sentieri non troppo complessi il trasporto di una macchina fotografica Reflex, nonostante l’ingombro ed il peso, può essere lo strumento che produrrà i risultati più soddisfacenti.
Che sia un’apparecchiatura Reflex, compatta, digitale o analogica, ci si deve sempre dotare di una buona custodia imbottita per proteggere l’apparecchiatura e/o gli eventuali accessori che si intendono trasportare (paraluce, filtri, ecc..). La custodia oltre a proteggere dagli urti l’apparecchio fotografico, deve potersi legare alla cintura dello zaino in posizione laterale in modo da ridurre l’ingombro ed allo stesso tempo rendere disponibile l’apparecchio fotografico in qualsiasi momento.
Per coloro abbiano deciso di utilizzare le apparecchiature digitali il primo consiglio è quello di non fare affidamento all’unica batteria in dotazione all’atto dell’acquisto ma di dotarsi di almeno una batteria aggiuntiva qualora la prima dovesse cedere al freddo troppo presto.
E infine fra gli accessori che vanno sempre portati con se va ricordata una busta con chiusura ermetica (di quelle con chiusura zip-lock) per proteggere l’apparecchio in caso di umidità.
Non stiamo parlando solo dell’eventualità di pioggia, ma anche dell’eventuale permanenza in tenda o nel caso in cui dopo aver trascorso varie ore al freddo si debba rientrare, ad esempio, in un rifugio caldo ed umido. In quest’ultimo caso, infatti, l’umidità presente nell’ambiente chiuso rischierebbe di condensare sulla macchinetta fotografica gelida proveniente dall’esterno. Inserendola in una busta di plastica si evita il contatto con l’umidità dando il tempo all’apparecchio di “acclimatarsi” alla nuova temperatura.
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