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Sul panorama editoriale di montagna ci sono dei titoli che attraggono particolarmente la nostra attenzione. E' il caso di “Dougal Hason - La filosofia del Rischio” di Jeff Connor edito dall'aprile del 2008 presso la casa editrice Versante Sud.
E' la biografia di Dougal Haston il famoso alpinista scozzese prematuramente morto all'età di trentasei anni travolto da una valanga durante una discesa sugli sci lungo la parete de La Rinodaz presso Leysin (Svizzera).
Il libro è decisamente sconcertante per in particolare per i lati oscuri della vita di Dougal Haston, noto ai pochi amici che aveva come Doug.
Doug vive le sue prime esperienze di arrampicata ed alpinismo sulle basse montagne della Scozia. Stiamo parlando di rilievi modesti che con il Ben Nevis ed i suoi 1344 metri di altezza raggiungono la quota più alta del Regno Unito. Le prime 50 pagine scorrono lente attraverso un riepilogo fin troppo asettico delle numerose esperienze escursionistiche e di arrampicata: le pareti, le vie e tutti quei nomi di cui non si può avere grande familiarità rischiando essere di scarso interesse.
Il libro si fa eccezionalmente interessante, invece, quando alla narrazione dei fatti si aggiunge il vissuto del buon vecchio scostante Haston un uomo che di carattere non era davvero come un paladino senza macchia:
“[...] Nelle Risse da bar stava ritto in piedi e colpiva tutti quelli che gli venivano di fronte, c'era sempre qualcuno che voleva scontrarsi con lui. Duogal era rissoso senza scopo. Non faceva altro che picchiare, mordere e spintonare. Il venerdì sera si portava dietro un moschettone da usare come tirapugni. Ecco come si ragionava.”
Ma i suoi amici sono pronti a giurare che non c'era ...
“[...] nessun segno del suo lato oscuro. Era sempre pronto a divertirsi, a scherzare, sempre contento. Ai tempi lo ritenevano un maledetto bastardo, ma gli volevano anche un gran bene.”
E dall'altro lato lo stesso Haston definiva così la vera amicizia nei suoi diari:
“Per me è difficile avere un amico che non sia un climber. Deve aver condiviso le tante esperienze vicino alla morte e non essere andato in panico; sostenere un amico in difficoltà e non essere geloso del successo. Su questa base, devo dire di avere pochi amici.”
Nel 1965 Doug, che si era messo alla guida completamente ubriaco investe tre ragazzi che camminavano nel buio, dei tre James Orr morì per le ferite riportate durante l'incidente.
"Alcuni, tra cui Jimmy Marshall, affermano che questo incidente non alterò il corso della sua vita ed il suo atteggiamento sprezzante; il fatalismo ed il realismo gli permisero di buttarselo dietro alle spalle e di andare avanti dedicandosi interamente a salire montagne sempre più alte."
Lo stesso Doung giustifica la sua egoistica ambizione alpinistica come...
“Queste prove non sono gradini verso un test finale. Esistono in quanto entità separate: affrontale tutte rappresenta un modo per dare un senso alla mia esistenza. I risultati di questa perseveranza sul sé e sull'azione generale devono essere osservati attentamente – ne percorre il cammino che ho scelto, quello di penetrare gli estremi, divento sempre più completo... [...]
Se all'inizio il libro sembra scorre in modo un po' convulso e disordinato questa sensazione improvvisamente scompare. Insieme al disordine mentale di Haston, l'insicurezza, la reattività violenta ed istintiva lentamente scompare anche il disordine della scrittura. Il testo segue un crescendo nello stile e nel pathos drammatico. Ogni cosa trova il suo giusto posto fino all'epilogo tragico, il giorno della sua morte... che molti, tra quelli che conoscevano Doug, definiscono come il giorno perfetto della sua vita.
Dougal Haston fu un personaggio davvero enigmatico ma mai contraddittorio. Un personaggio da conoscere, un libro da leggere.
Informazioni Aggiuntive sul Libro
Autore: Jeff Connor
Editore: Versante Sud
Collana: I Rampicanti
ISBN: 9788887890693
Pagine: 279
Prezzo: € 18,50
Dove comprare il libro
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