|
L'allenamento
E' evidente che un certo grado di preparazione fisica permette prima di
tutto di poter affrontare quel dato carico di lavoro, che la salita, il
dislivello da coprire, le asperità del sentiero ci presentano, e poi ci
consente, cosa più importante, di non rischiare la salute e gli
infortuni.
I fattori da considerare ai fini dell’impostazione di un buon programma di allenamento sono principalmente tre:
- IL PESO: la persona in sovrappeso (che si può calcolare dal body mass
index peso\altezza al quadrato > 25) può essere predisposta ad un
rischio maggiore di traumi in montagna, e poi porta dietro un peso
inutile (la massa grassa). Il sottopeso (BMI<18) sarà magari
favorito nella salita, ma presenterà la massa magra, "i muscoli",
deficitaria perciò difetterà in potenza.
- LA PSICOLOGIA: in montagna ci possono andare tutti, ma una certa
calma interiore è consigliabile. Il nevrotico, il precipitoso,
l'ansioso non potranno mai affrontare ore di fatica con la scioltezza
dell'alpinista. Non si è in spiaggia, dove spesso vige la sedentarietà;
il montanaro è da considerare alla stessa stregua di un atleta.
- ABITUDINI DI VITA: il fumo, oltre agli effetti cancerogeni speriamo
ormai stranoti, provoca il formarsi di composti tra l'emoglobina del
sangue ed il monossido di carbonio (carbossiemoglobina), con il
risultato che il sangue perde un po' della sua capacità di portare
ossigeno in circolo, per cui calerà la nostra performance. L'alcool,
sebbene possa in rari casi (sindromi da congelamento) servire, ci
toglierà sempre qualcosa: attenzione, riflessi nell'evitare i pericoli
e provocherà uno sgradito rilassamento dei muscoli.
Per cui, dovendoci considerare atleti, è bene che si consideri l'idea
di intraprendere un serio allenamento. Per chiunque la parola
allenamento ricorda dolori muscolari, uscite di casa dopo il lavoro
quando si è stanchi, tempo rubato ad altre occupazioni. E' vero,
l'inizio è difficoltoso, ma il mantenimento della forma che segue è
facile e persino piacevole, come vedremo.
Con "forma fisica" si definisce quella condizione psico-fisica di
adattamento allo sforzo fisico. Essa si raggiunge con la fase di
"induzione" dell'allenamento, si conserva con il "mantenimento", e si
perde con la sedentarietà, in un tempo inferiore (di 1\3 circa) a
quello necessario per raggiungere la forma.
L'allenamento ci "regala" sorprese inattese:
- il colesterolo (killer delle coronarie, nonché motore
dell'invecchiamento) cala, mentre sale molto quello buono (colesterolo
HDL);
- la pressione, grazie alla perdita del sodio in eccesso col sudore,
cala e di conseguenza pure la cellulite dovuta alla ritenzione salina,
anche la glicemia scende, lo sportivo non avrà mai il diabete mellito
di tipo adulto;
- il sistema nervoso ne giova: molto spesso le insonnie cessano grazie
allo sport, poi si raggiunge una capacità interiore di affrontare i
problemi con più carica, ottimismo ed energia. L'ansia si riduce
abbastanza ed infine si ottiene quel meccanismo che spinge l'atleta a
non restare fermo per troppo tempo la "dipendenza". Chi di noi non ha
provato l'euforia, il gran senso di rilassamento al termine della
scalata o dell'evento sportivo? È confermato che questo è causato da
una cospicua liberazione di endorfine nell'encefalo, che sono sostanze
oppioidi che diffondono la sensazione del piacere.
|