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Scala delle Difficoltà Scialpinistiche PDF Stampa E-mail
Scritto da Giorgio Carrozzini   

scialpinismo_difficolta_scala.jpgDefinizione e spiegazioni

Fino a alcuni anni fa la scala più utilizzata era la scala introdotta in Francia negli anni quaranta da Gerard Blachère. La caratteristica principale di questa scala di difficoltà è assumere come criterio di valutazione la capacità/bravura dello sciatore. Questo criterio tuttavia non ci dice nulla sulle reali caratteristiche fisiche del percorso, infatti, in altri pesi quali la Svizzera e la Francia stessa questa scala è stata già sostituita dalla così detta Scala Alpina.

SCALA BLANCHÈRE

(MS) – MEDIO SCIATORE
È necessario saper padroneggiare pendii aperti di pendenza moderata e dislivelli contenuti

(BS) – BUONO SCIATORE
Bisogna essere in grado di curvare ed arrestarsi in breve spazio e nel punto dovuto su pendii fino a circa 30° anche in condizioni di neve difficile.

(OS) – OTTIMO SCIATORE
Gita per sciatori con un'ottima padronanza dello sci anche su terreno molto ripido con tratti esposti e passaggi obbligati.

SCALA ALPINA (Sistema di classificazione UIAA – IFAS)

Si tratta di una classificazione delle difficoltà utilizzata nell’area alpina per classificare anche percorsi di arrampicata alpina ed arrampicata su ghiaccio. Molto usata in paesi quali Francia, Svizzera, Germania, Spagna viene espressa con delle lettere maiuscole. Ogni grado di difficoltà indica una valutazione d'insieme fondata sulla base di fattori quali: la lunghezza del percorso, l’impegno fisico necessario, i dislivelli, la possibilità di mettere protezioni sul percorso, la difficoltà tecnica e il tipo di terreno da percorrere. Si tratta, quindi, di valutazioni fatte per lo più sulla base di elementi oggettivi e non soggettivi come nel caso della scala Blachère.

F – Facile
PD – Poco Difficile
AD – Abbastanza Difficile
D – Difficile
TD – Molto Difficile (dal francese Très Difficile)
ED – Estremamente Difficile
EX o ABO – Eccezionalmente difficile (ABO viene dal francese ABOminable) Abominevole

A questa classificazione si può aggiungere la una classificazione così detta “puntuale” perché utilizzata per specificare particolari condizioni di inclinazione del pendio, difficoltà specifiche, passaggi impegnativi o particolarmente esposti.

SCALA “PUNTUALE”

S1 : Itinerario semplice che non richiede tecnica particolare per muoversi in sicurezza (per esempio: strada forestale).

S2 : Itinerario su cui è possibile trovare pendii abbastanza ampi, anche un po’ inclinati (25°), o itinerari vallonati (livello tecnico di controllo delle derapate e curve su tutte le nevi).

S3 : Itinerari con pendii ad inclinazione fino a 35° (le piste nere più ripide delle stazioni sciistiche, con neve dura). La sciata su tutti i tipi di neve deve svolgersi senza difficoltà tecnica.

S4 : Inclinazione dei pendii fino a 45° se l'esposizione non è troppo forte; a partire da 30° e fino a 40° se l'esposizione è forte o il passaggio stretto. Diventa indispensabile una ottima tecnica sciistica.

S5 : Inclinazione dei pendii da 45° a 50° e più se l’esposizione è moderata. A partire da 40° se l’esposizione è forte.

S6 : Pendii con inclinazione oltre i 50° se l'esposizione è forte, come quasi sempre avviene. Altrimenti a partire da 55° per dei corti passaggi poco esposti.

S7 : Passaggi con inclinazione a 60° o più, o salto di barre rocciose su terreno molto ripido o esposto (che spesso sono sinonimi).

Questa classificazione delle difficoltà si assume con il presupposto di condizioni di innevamento ottimali.

Bibliografia:

- Il grande libro della Montagna – The Mountaneers – Mondadori
- Il manuale dell’Alpinista – Giancarlo Corbellini – Piemme Pocket
- www.montagnapertutti.it
- www.8000.it

 
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